Poetica coreografica di Daniela Capacci

Mi immergo nelle storie …della vita…. a volte devo difendermi dalle mie stesse emozioni ….
Adoro il mio lavoro e il mare, sono attratta da tutto ciò che si può definire tecnologico , nuovo ,stimolante , che lasci intravedere la possibilità di spaziare in altri campi e che possa essere utilizzato come mezzo per conoscere e comunicare…….per questo il mio linguaggio è in continuo divenire.


nel 1976 feci la mia prima coreografia”,si intitolava D.A.M.F. e da allora i miei lavori sono frutto di un lungo processo di sperimentazione prima di divenire un’opera compiuta.

Immaginiamo una stanza tutta in disordine, piena di oggetti più disparati,e immaginiamo quella stessa stanza dopo una grande organizzazione : associazione di elementi contatti costruzioni razionali , pensate ,a volte invece dettate da un forte impulso istintivo ;in altri momenti invece sembra che gli elementi si accostino in modo alchemico ed ubbidiscano a leggi da essi stessi dettate.

E’ grande la difficoltà e duro lo sforzo per ottenere nell’immediatezza una sintesi intellettivo –percettiva in grado di misurare tutte le componenti…….catturare il “quando“ si è nella “giustezza”di ciò che si intende “dire”…
Improvvisamente tutto è a posto,la stanza è pulita bianca.
Le cose che prima mi sembravano non avere niente in comune mi appaiono ora come forme e colori in armonia tra loro e tutto prende magicamente “senso”.
“Tutto ciò è quello che ogni volta provo nella totalità della mia persona ogni volta che decido che un mio lavoro coreografico è finito e la conquista di quel linguaggio, è per me come quella stanza strappata al caos e al non senso in cui ogni elemento ,il movimento dei danzatori,le scene e gli oggetti , la musica, il silenzio ,le azioni, le pause ogni cosa trova la sua ragione di essere . Forse anch’io per qualche istante”.

Daniela Capacci